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04/05/2022
Cooperative di comunità: un’opportunità per ripartire
Un nuovo modello per comunità più resilienti e per la nascita di nuovi servizi.

Un fattore di primaria importanza che ha contribuito alla nascita e allo sviluppo delle cooperative di comunità è stato lo spostamento massivo della popolazione dalle aree rurali alle aree metropolitane che si è verificato a partire dal dopoguerra e in concomitanza con lo sviluppo industriale.

Questo spostamento, diminuendo la presenza di abitanti, ha portato un parallelo impoverimento di socialità, energie e di prospettive di futuro che ha toccato prima le attività commerciali e poi i servizi pubblici essenziali che in mancanza di persone da servire sono stati progressivamente chiusi.

La storia di molte aree rurali è infatti simile. Alla chiusura di negozi, botteghe e piccole imprese è seguita la diminuzione della manutenzione delle infrastrutture a cura di soggetti come le imprese agricole o le istituzioni preposte alla gestione delle foreste e in generale del bene comune. In parallelo, si è verificata la progressiva chiusura di servizi essenziali pubblici e privati come scuole, sportelli bancari o postali, ospedali ecc. 

È una storia che non ha mai smesso di ripetersi ma che negli ultimi venti anni sta conoscendo degli sviluppi interessanti. Con il peggiorare delle condizioni di vita e di benessere nelle città, assistiamo oggi a uno spopolamento delle aree metropolitane in favore del ripopolamento di quelle rurali in nome di una nuova voglia di dare vita a comunità sostenibili in grado di offrire servizi e, talvolta, opportunità per fare impresa. 

Nell’entroterra, complice il ritorno di molti giovani nei paesi di origine, si stanno ricostruendo innanzitutto le opportunità lavorative, cioè quelle necessarie a creare e ad alimentare il benessere. Tutto ciò sta avvenendo spesso seguendo nuovi modelli organizzativi che permettono di mettere in comune le energie e far lavorare insieme le persone, proprio come si fa in una comunità. 

Ecco allora che il bar che aveva chiuso per mancanza di clienti nel piccolo paesino di provincia non sarà più solo un bar, ma anche un servizio postale e di delivery, il nuovo forno non sarà più solo un servizio essenziale ma anche un luogo da valorizzare agli occhi dei turisti e degli abitanti stagionali. Tutto, nel nuovo modello organizzativo di comunità, è pensato per valorizzare una filiera territoriale. Anche i beni e le proprietà private possono essere messe al servizio di un disegno comune di sviluppo.

In questo disegno le Cooperative di Comunità non sono più unicamente un “fronte” di resistenza degli abitanti che già vi risiedono, ma necessariamente un motore di sviluppo dell’attrattività, non solo di Turismo ma anche di nuovi abitanti, nuove energie e giovani generazioni, così come della necessaria innovazione, sociale e d’impresa, dalla quale non si può prescindere.